SITO UFFICIALE

SITO UFFICIALE
Dojo Eleonora Krav Maga Training

sabato 9 luglio 2011

LE TECNICHE DI PRESSIONE DEI PUNTI VITALI O "DIANXUE".


L'imperatore HUANGDI disse:

"Il Principio Yin e Yang è il Principio fondamentale dell'Universo.

E' il Principio di tutte le cose create.

Esso determina la trasformazione in progenitura;

esso è radice e sorgente di vita e morte e può dimorare anche nei templi degli dei"

"NEIJING SOUWEN",


http://www.youtube.com/watch?v=bmEa0FN5DhY

http://www.youtube.com/watch?v=xo_T9avaf_k

http://www.youtube.com/watch?v=YID0fsT1SbI

http://www.metacafe.com/watch/1584703/pressure_point_knockout/

http://www.youtube.com/watch?v=f_9Yuv0LSVw

http://dojoeleonora.blogspot.com/search/label/Punti%20di%20pressione%20STRIKES

Secondo la Medicina cinese, l'energia interna (QI) circola nel corpo umano attraverso14 meridiani, i quali in alcuni punti specifici del corpo, detti "Cavità" (XUE), la portano in superficie, consentendo di poter raggiungere le profondità e agendo sugli organi o sulle funzioni vitali collegate ai meridiani interessati.
Le cavità corrispondono ai punti vitali del nostro organismo e sono distribuiti su tutto il corpo lungo i meridiani. Possono essere trattati con agopuntura, shiatsu o moxa, ma rappresentano anche i punti vulnerabili che un praticante di arti marziali deve conoscere per realizzare la massima efficacia nel combattimento.

Le azioni sui punti vitali dell'agopuntura cinese possono essere distinte in PRESSIONI, PERCOSSE e PRESE CON PRESSIONE, utilizzando almeno 108 cavità specifiche, 72 delle quali possono giungere a provocare paralisi e 36 la morte.

Qui siamo a livelli molto, molto avanzati. Chiunque arrivi a padroneggiare tali tecniche e le aggiunge a quelle di proiezione, leva e strangolamento puo' diventare molto temibile. Questo e' il motivo per cui ogni scuola ha custodito gelosamente per secoli e secoli le sue scoperte riguardo a quei punti che, colpiti con precisione e la giusta pressione, possono provocare oltre a dolore e paralisi temporanea, lesioni permanenti e persino la morte.

Naturalmente per raggiungere tali effetti occorre conoscere profondamente questa disciplina, che prevede anche lo studio approfondito di tecnica, agopuntura e l'uso dell'energia interna (Qigong).

PUNTI MORTALI (o che provocano perdita di coscienza)
Alla testa
- Occhi, arcata sopraciliare e zigomi
- Tra gli occhi
- Tempie
- Fontanelle
- Sotto il naso
- Punta del mento
- Punta del mento laterale
- Apofisi mastoidea (dietro l'orecchio)
- Carotidi
- Laringe
Nella schiena
- Base delle scapole
- Tra le scapole
- Reni
- Coccige
- Sotto i glutei
Al corpo
- Sterno
- Apofisi xifoide dello sterno
- Plesso solare
- tra la 4a e la 5a costola
- tra la 5a e la 6a costola
- costole fluttuanti
- testicoli
- ombelico

PUNTI DOLOROSI (non mortali)

Al braccio
- Parte interna
- Parte superiore del polso
- Parte superiore della mano
- Articolazione interna del gomito

Alla gamba
- Parte superiore della coscia
- Parte superiore interna della coscia
- Base del polpaccio
- Rotula del ginocchio
- Tibia
- Caviglia
- Dorso del piede

Sulle cavità del corpo si possono esercitare pressioni dirette, soprattutto nelle azioni di lotta o nelle liberazioni da prese, percosse dirette nonchè prese con pressione su punto specifico, soprattutto nell'esecuzione di tecniche di leva, in cui l'azione sul punto associato amplifica l'effetto desiderato o semplifica l'azione di leva.*

Data la delicatezza e la pericolosità della materia in questione, il loro studio è riservato agli studenti di grado avanzato e di elevata statura morale.

Argomento già ampliamente trattato: :http://dojoeleonora.blogspot.com/search/label/Punti%20di%20pressione%20STRIKES

La difesa contro le armi da fuoco



Per molti la difesa personale contempla solo la protezione contro attacchi a mani vuote, con bastone e/o coltello.
Data la continua escalation di delinquenza organizzata e micro criminalità, in aggiunta al continuo aumento di gente che detiene un’arma da fuoco, sia legalmente che illegalmente, nel nostro tempo, diventa sempre più probabile trovarsi d’innanzi ad un' arma da fuoco spianata: per tale motivo molte scuole di difesa personale si sono “adeguate” a queste nuovi temi di sicurezza, per dare ai propri praticanti nozione di difesa personale contro minaccia da arma da fuoco, ma non tutti gli istruttori di difesa personale sono anche esperti di armi da fuoco.Chi si occupa di sicurezza e maneggia armi da fuoco ha cognizione che di fronte ad un’arma da fuoco, data in mano ad una persona che ha intenzione di usarla ci sono pochissime, se non nessuna, possibilità di uscirne vivo, se consideriamo poi che chi sa usare un’arma sicuramente non la punterebbe mai addosso a qualcuno ad una distanza del corpo a corpo, la percentuale di sopravvivere a tale attacco diventa veramente tenue.Per tale motivo chi si addentra in queste tematiche, prima ancora di conoscere e praticare all’infinito tali tecniche marziali, deve, a mio avviso, considerare almeno altri due fattori: primo, riflettere che se siamo minacciati da un aggressore armato il quale, anche se ha deciso di non spararci, la nostra reazione fisica potrebbe indurlo, in una situazione di conflitto e di stress psicofisico, a premere il grilletto nonostante la non intenzionalità dell’azione; secondo, la conoscenza approfondita del tipo di arma che ci troviamo puntati contro, modello, revolver, semiautomatica e, ancora, il tipo di meccanismo di funzionamento sono fondamentali per poter soppesare un eventuale intervento di autodifesa e/o qualsiasi azione di disarmo.Procedimenti questi che possono e debbono essere trattati solo da esperti istruttori di armi da fuoco, essere istruttore o maestro di questa o quella disciplina marziale non garantisce la giusta esperienza e conoscenza in materia di armi da fuoco, che andrebbe approfondita prima con allenamenti a secco e poi sui campi da tiro a segno sotto la stretta sorveglianza di professionisti del settore.Quindi è fondamentale premettere che non bisogna mai reagire ad una minaccia armata almeno che non abbiamo capito che verremo uccisi. Detto questo, prima di qualsiasi reazione è importante capire in base alla postura, alla prossemica, alla lunghezza delle braccia dell’assalitore armato, alla sua collocazione nello spazio, al suo atteggiamento mentale in quel particolare momento, come possiamo reagire per tentare una pericolosa e improbabile difesa da minaccia armata.Il modo particolare,dopo avere preso in seria considerazione i due punti sopracitati, è bene addestrarsi su tecniche di deviazione della volata dell'arma, tecniche di sgancio e arresto meccanico del cane e/o del carrello per causare, laddove fosse possibile, un inceppamento dell'arma rendendo possibile ed efficace la difesa.

M. Ciro Varone

"Summer Camp 2011"


Cari amici,

E' con grande soddisfazione che vi comunichiamo la programmazione del seminario formativo Fesik

"Summer Camp 2011".

Quest'anno il seminario verterà sul programma Security Force Fesik System, con particolare riferimento al

metodo d'insegnamento del nostro sistema S.F.F.S. rivolto alle forze di Polizia. Il seminario è aperto a tutti

i livelli, ai tecnici e agli allievi, ogni gruppo verrà diviso per grado e qualifica.

L'evento riveste una notevole importanza sotto il punto di vista della "ufficialità" e del contesto logistico, in

tal senso, grazie alla mediazione del Master Angelo Evangelisti, siamo la prima organizzazione ad entrare

ufficialmente all'interno di una scuola di Polizia di Stato.

Il seminario si terrà il 26-27-28 Agosto a Brescia, presso la prestigiosa Scuola di Polizia di Stato

POL.G.A.I.

Programma Genarale:

Venerdi 26 – dalle 17 alle 20- Pratica- introduzione al sitema S.F.F.S.

Sabato 27- dalle 8.30 alle 9.30 controllo e iscrizioni

Sabato 27- dalle 9.30- Benvenuto Comandante Pol.G.A.I. e apertura dei lavori

Sabato 27- dalle 9.30 alle 12.30 teroria e pratica

Sabato 27- dalle 15.30 alle 19.30 teroria e pratica

Domenica28- dalle 9.30 alle 12.30 Pratica

Domenica 28 dalle 13 in poi esami di qualifica

Costo seminario:

 euro 100 intero(3 giorni)

 euro 70 parziale (2 giorni)

 euro 50 parziale (1 giorno)

*per i tecnici è obbligatorio partecipare almeno ai due giorni di aggiornamento

Indicazioni logistiche e prenotazioni Hotel:

Abbiamo stipulato una convenzione molto vantaggiosa con:

**** MajesticHouse Conference & Restaurant di Castenedolo

(circa 10 KM dalla scuola di Polizia),di seguito le condizioni:

Prezzi:

€ 38,00 in camera doppia

€ 60,00 in camera singola

I prezzi si intendono a persona, a notte, servizio, tasse, IVA 10%, parcheggi, connessione WiFi e

prima colazione servita a buffet, tutto incluso.

La prenotazione alberhiera deve essere inviata direttamente a: MajesticHouse Conference &

Restaurant **** – Via Brescia, 49 , 25014 Castenedolo (Brescia) - Italy Tel 030 2130222 – Fax 030

2130077 info@majestichouse.it – www.majestichouse.it

Per quanto riguarda i pasti è possibile pranzare all’interno della mensa della scuola al costo di

8/9 euro a pranzo.

Importante:

La scuola di Polizia si riserva di fare ricerca sulla fedina penale di tutti i partecipanti, pertanto le iscrizioni

dovranno pervenire alla scrivente segreteria via mail o fax entro e non oltre il 10 Agosto 2011, dopo tale

data non potranno essere rilasciati i pass per entrare, nel modulo di iscrizione al seminario dovranno essere

inseriti i seguenti dati: Nome Cognome e data di nascita, il pagamento avverrà in loco. Non saranno

ammessi spettatori e accompagnatori, no video.

Il presidente Il direttore tecnico

Dott. Osvaldo Angelini M° Ciro Varone

sabato 2 luglio 2011

Buon compleanno Eleonora

1 Luglio 2011


Tu non sei mai sola,
hai un angelo accanto a te,
nei momenti più bui
ti stringe forte tra le ali e il cuore
e non ti lascia andare.
Tu non sei mai sola
hai il tuo angelo accanto a te,
nel silenzio dei tuoi giorni.
Noi non siamo mai soli perchè
ci sei tu accanto a noi

buon compleanno Eleonora

mercoledì 29 giugno 2011

Bullismo: il disagio giovanile




Educare non è cosa semplice poiché implica, in primis, il mettersi in discussione come padri, maestri, allenatori e/o educatori. Il giovane che non ha un buon esempio da seguire, arriva anche a dubitare del valore dell'essere uomo raziocinante.
Scrivere di questi temi è facile e scontato, ma allo stesso tempo è anche difficoltoso in quanto, una riflessione del genere, implica anche il dover riconoscere che al giorno d'oggi, sempre più spesso, la nostra società mostra di non amare i propri figli, di rinnegarli in quanto ne ha paura poiché essi rappresentano il risultato della nostra cattiva educazione e del nostro cattivo esempio. Tendiamo così a lasciare che questi si "brucino" con vari videogiochi, macchine potenti e allucinogeni di ultima generazione e, cosa ancora più grave, li rendiamo privi d'identità.
Quasi tutte le ricerche su questo tema descrivono le vittime del bullismo come ragazzi insicuri, sensibili e timorosi: ragazzi che hanno una scarsa autostima e poche capacità di confrontarsi con il mondo che li circonda.
Ma che cos'è il bullismo? e da cosa è caratterizzato? il bullismo è una patologia della relazione in cui i ruoli di vittima e di bullo tendono a cristallizzarsi nel tempo e nei diversi contesti. vi è bullismo nel momento in cui si è in presenza di aggressioni continuate nel tempo, squilibrio di potere nella relazione tra bullo e vittima e mancata provocazione da parte di quest'ultima. E’ inoltre molto utile distinguere tre diverse forme di tale patologia relazionale: il bullismo diretto, che può essere fisico o verbale, il bullismo indiretto, che si manifesta sotto una forma sociale e relazionale in cui vi è una pianificazione più alta e sofisticata e che si esprime nel dire falsità, far litigare le amiche ecc, e il cyber bullismo, il quale prevede la prevaricazione tramite le tecnologie.
Salmivalli ha identificato sei diversi modi in cui si può essere inseriti all'interno di una prevaricazione: esiste la figura del bullo, della vittima (passiva o provocatrice), gli aiutanti del bullo, i sostenitori del bullo (che incitano ma non intervengono fisicamente), gli esterni e, infine, i difensori della vittima.
Ciò che emerge sempre più frequentemente dall'analisi dal fenomeno del bullismo, è che molto spesso le vittime non intraprendono nessun tipo di attività fisica, né partecipano a giochi di squadra o attività sportive organizzate : tutto ciò sarebbe riconducibile ad un livello basso di autostima, inteso come la valutazione negativa globale del sé e, in maniera più specifica, anche ad un senso di inefficacia percepita, intesa come la percezione della propria incapacità d'azione in un determinato contesto ( in questo caso, il contesto dell'attività sportiva). Tali considerazioni potrebbero essere utili ai genitori per poter effettuare una sorta di screening comportamentale verso il proprio figlio/a fuori dall'ambiente domestico: anche uno scarso rendimento scolastico è
molto spesso indicativo di un possibile disagio che talvolta coincide con la situazione di vittima di prevaricazioni.
Secondo fonti autorevoli un buon aiuto ai ragazzi che soffrono di tale patologia relazionale, potrebbe essere dato attraverso un percorso di presa di coscienza delle proprie emozioni e delle proprie capacità e peculiarità: una condotta sociale stabile implica il saper riconoscere la propria dignità e autostima rispettando ruoli e diversità sociali. è essenziale, soprattutto in età adolescenziale, la costruzione della propria identità personale la quale può avvenire sia attraverso l'appartenenza a gruppi sociali genuini, sia attraverso le esperienze di vita, sia, come direbbe Rogers, attraverso l'accettazione incondizionata che i genitori devono mostrare nei confronti dei figli affinché questi si sentano accettati, e liberi di esprimere la propria identità accrescendo, contemporaneamente, la propria autostima.
Gli adulti dovrebbero chiedersi come e cosa potrebbero fare per i propri figli, sarebbe molto utile quindi attuare un'autocritica che, come noto, nella società occidentale non rappresenta affatto una modalità consueta di ragionamento. Il bullismo è figlio dell'atteggiamento che noi adottiamo verso i nostri simili e , pertanto, senza quasi rendercene conto, i nostri ragazzi rispecchiano ciò che noi siamo e ciò che facciamo.
Ciro Varone
Sara Varone

domenica 26 giugno 2011

Dojo Eleonora - Krav Maga Mantova



Dojo Eleonora - Krav Maga Mantova

fa parte del gruppo sportivo

dell’Associazione Nazionale della polizia

di stato (sez. Mantova)

giovedì 23 giugno 2011

Come è perché viene scelta la vittima


Per studiare la loro ipotesi, gli psicologi Rebekak Gunn, Lucy Johnston e Stephen Hudson hanno condotto tre esperimenti.
Al primo di questi hanno partecipato 71 donne; a queste é stato chiesto di vestire una tuta che aveva dei cerchi colorati in corrispondenza alle giunture e di camminare per una stanza.
Questo"scorazzare" veniva filmato e poi esaminato da un gruppo misto di persone. Compito di queste
ultime era stabilire se la donna ripresa fosse una vittima facile o difficile di uno stupro o di un'aggressione. I risultati hanno messo in luce delle osservazioni decisamente interessanti.
Le potenziali "prede" erano caratterizzate dal fatto di avere un passo piuttosto corto in rapporto alla loro altezza; sollevavano parecchio i piedi, mostravano una ridotta oscillazione delle braccia, camminavano in modo relativamente lento, con poco vigore e avevano una taglia piccola. Inoltre, nel camminare, tendevano a inclinarsi in avanti, all'indietro o di lato e, in generale, le loro movenze erano più esitanti e impacciate. Le donne che davano l'impressione di essere più coriacee, invece, avevano un passo piuttosto lungo e il loro peso era ben bilanciato nello spazio. Il loro incedere dava l'idea di essere deciso e composto.
La camminata era piuttosto regolare e i piedi venivano sollevati appena (dando l'idea di essere "ben piantati"); l'oscillazione delle braccia era ampia. In generale, risultavano sciolte, energiche, avevano un passo spedito e pesavano più della media. Anche il secondo esperimento ha dato risultati analoghi, ma le "vittime predestinate" questa volta erano i maschietti. La scelta di esaminare anche il sesso forte era legata alla constatazione che ad essere oggetto di certi tipi di aggressioni fisiche sono quasi sempre gli uomini. Sono così stati reclutati 50 volontari, cui è stato chiesto di "passeggiare" nella stessa stanza del primo esperimento. Un gruppo misto di 30 partecipanti doveva invece misurare con una scala di valori da 1 a 10 chi fosse più o meno "vulnerabile" ("1" equivaleva a "Vittima molto facile di un'aggressione"; mentre "10" era il valore attribuito agli individui che più difficilmente sarebbero stati oggetto di "quelle" attenzioni). In modo analogo a quanto emerso con i partecipanti femminili, gli uomini più "fragili" possedevano dei tratti distintivi: il passo era breve in relazione all'altezza; mostravano una certa fiacchezza e legnosità nel movimento ed apparivano gracili e sottopeso. Mentre il primo e il secondo studio avevano lo scopo di valutare l'effetto del tipo di movimento in rapporto alla vulnerabilità; nel terzo, i ricercatori hanno voluto esaminare quanto, al riguardo, incidano l'abbigliamento e il tipo di scarpe indossate. Anche in questo caso, i soggetti filmati erano donne.
I loro vestiti erano di tre tipi: la tuta del primo esperimento, dei pantaloni a gamba stretta oppure una gonna a tubo.
Anche quello che calzavano cambiava: in un caso, erano a piedi scalzi; nel secondo, con scarpe basse e nel terzo, con scarpe con il tacco a spillo. Il gruppo degli esaminatori era di 72 persone; metà di sesso maschile; metà femminile. Come negli altri due esperimenti, é risultato che un passo lento, corto e una certa rigidità (assieme a una limitata oscillazione delle braccia) segnalavano le vittime più facili.
Quanto ai capi di abbigliamento, come prevedibile, la gonna e le scarpe con il tacco rendevano la donna più "aggredibile"; più precisamente, questi due accessori conferivano alla "falcata" un andatura più incerta e frenata; costringevano, inoltre, a sollevare di più i piedi e ad andare più piano.
Studio tratto da : Rebekah E. Gunns, Lucy Johnston, Stephen M. Hudson: Victim selction and kinematics; a point-liht investigation of vulnerability to attack; Journal of nonverbal Behavior, vol. 26, n. 3, fall 2002
M. Ciro VARONE

lunedì 20 giugno 2011

Nuovo programma di formazione Krav Maga



FESIK Settore Krav Maga-segreteria nazionale- April 1, 2011

Cari amici,
In data 26 Marzo 2011, a Cattolica, si è riunita la commissione tecnica nazionale con il presidente del Settore Dr. Angelini Osvaldo e il direttore tecnico nazionale M° Ciro Varone, approvando le seguenti mozioni:
Attività di formazione a carettere nazionale:


1. Stage Tecnico Nazionale (aperto a tutti i livelli) dove verranno trattati i programmi tecnici nazionali d’esame e le novità dei progetti “educational” (tale stage si terrà indicativamente a fine marzo di ogni anno)


2. Summer Camp (aperto a tutti i livelli) si terrà indicativamente l’ultima settimana di Agosto, sarà dedicato in modo specifico al programma “Police S.F.F.S.” (security force fesik system).
N.B.
Per i tecnici che intendono insegnare e organizzare corsi specifici di Police S.F.F.S. sarà obbligatoria la partecipazione al Summer Camp e la licenza di insegnamento avrà validità annuale (da Agosto ad Agosto).
- I componenti della commissione tecnica nazionale sono incaricati per le diverse aeree geografiche di seguire e pianificare, di concerto con i delegati regionali, l’attività delle regioni affiliate al settore Krav Maga.
- I delegati regionali sotto la stretta supervisione della commissione tecnica nazionale potranno organizzare, nelle regioni di competenza, i corsi di formazione “ore educational” utili ai candidati per maturare le ore e le competenze teoriche/pratiche richieste per essere ammessi agli esami nazionali.
- Con la presenza dei delegati regionali e con almeno un membro della commissione tecnica nazionale incaricato si potranno sostenere in regione/provincia gli esami di qualifica “Trainer”.
Divisione area geografica e competenze territoriali:
per una più omogenea crescita tecnica e per garantire la massima trasparenza federale su tutto il territorio nazionale, ad ogni area geografica sono stati assegnati i membri della commissione tecnica nazionale:

Nord Italia:

- Sajetti Alessandro, Varone Antonio, Marco Ceccarini, Ramponi Daniele.v


Centro Italia:

- Giovanni Gogna, Alex Guarneri, Giovanni Gregoriv


Sud Italia:

- Angelo Evangelisti, Guarneri Alexv


Sud Isole:

- Ramponi Danielev




Il direttore tecnico nazionale potrà seguire su tutto il territorio nazionale tutte le attività federali.
v

* Referenti regionali e provinciali:
Lombardia: Scutari Angelo, Pavesi Davide, Ragno Riccardo, Boselli Italo (divisi per provincie)
v
Piemonte: Scano Gianni, Cappe’ Valentina
v
Valle D’Aosta: Vittonatti Gianni
v
Emilia Romagna: Marco Giordano
v
Abruzzo: Gabriele D’Alessio
v
Triveneto: Del Pretto Daniela
v
Sicilia: Eliseo Scarcella
v
Sardegna: Ignazio De Martis
v
Toscana,Liguria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria: Commissione Tecnica nazionale
v
I referenti Regionali potranno essere integrati con altri candidati

Cordiali saluti
Il presidente
Dr. Angelini Osvaldo
Il direttore tecnico nazionale
M° Ciro Varone

martedì 17 maggio 2011

Una classe 5° dell’Istituto Statale Bonomi a lezione di Krav Maga











Martedi 17 maggio presso la palestra dell’istituto statale Bonomi , la classe della professoressa Eleonora Masotto a lezione di difesa personale con gli istuttori Marco Ceccarini e Ilaria BRIGO

sabato 14 maggio 2011

Video corso antiaggressione femminile aprile 2011

Video Antiaggressione femminile

Video Antiaggressione femminile 2

Video Antiaggressione femminile 3

Video Antiaggressione femminile 4

Dal 20 maggio al 10 giugno i migliori maestri di krav Maga presso il Dojo Eleonora

Dal 20 maggio al 10 giugno alcuni tra i migliori maestri di krav Maga italiani si alterneranno con il loro insegnamento portando la loro decennale esperienza presso il Dojo Eleonora.


- Venerdi 20 maggio dalle 20 alle ore 21.30

Maestro Daniele RAMPONI

- Lunedi 23 maggio dalle 20 alle ore 21.30

Maestro Fausto BONASSI

- Mercoledi 25 maggio dalle 20 alle ore 21.30 :
Maestro Alessandro Sajetti

- Venerdi 27 maggio dalle 20 alle ore 21.30 :Maestro Daniele RAMPONI


- Lunedi 30 maggio dalle 20 alle ore 21.30 : Maestro Fausto BONASSI


- Mercoledi 1 giugno dalle 20 alle ore 21.30 : Maestro Alessandro Sajetti




- Venerdi 3 giugno dalle 20 alle ore 21.30 :

Maestro Daniele RAMPONI


- Lunedi 6 giugno dalle 20 alle ore 21.30 : Maestro Fausto BONASSI




- Mercoledi 8 giugno dalle 20 alle ore 21.30 : Maestro Alessandro Sajetti






Daniele Ramponi (1972)

Terzo Dan di Karate (attualmente con il Maestro Ciro VARONE)- Personal Trainer (2001)-Regional Teacher Fesik Krav Maga;- Tecnica Nazionale FESIK

Frequenta corsi con Maestri di fama internazionale tra i quali: YANILOV – Richard DUIEB – AVINARDIA - MONI AIZIK -

- BONASSI Fausto :

nasce a Montichiari (BS) nel 1956, inizia la pratica del Karate Shotokan nel 1986, per oltre ventitre anni si allena con il Maestro°Ciro Varone, cintura nera 6° dan, vicecampione del Mondo di Karate, dove consegue il livello di cintura nera 2°dan, Maestro di Krav Maga frequenta seminari e corsi di formazione con i migliori tecnici Italiani e Israeliani.


Nel 2008 consegue il grado di Master in difesa personale sul metodo Fesik-Krav- Maga -Karate-Ju-Jitsu-Jawarado" e nel 2008 consegue la specializzazione in Security -Force -Fesik - Sistem,con il grado più alto attualmente in Fesik, che corrisponde al grado di PROFESSIONAL, che lo abilità all'insegnamento di tecniche operative per le forze dell'ordine.



Specializzato nel convogliare l’energia in un punto Fausto BONASSI è conosciuto per le numerose esibizioni per la rottura con mano di tegole e assicelle di legno.


- Alessandro Sajetti:


Dopo una breve parentesi, dal '91 al '93 col Karate e nel '95 con la Boxe, inizia a praticare nel '98 ,anche in forma agonistica,di nuovo il Karate approfondendo nello stesso tempo l'aspetto dell'autodifesa (Goshin-do) con il Maestro Ciro Varone. Nel 2001 e' cintura nera 1' DAN e nel 2005 inizia a conoscere e a praticare esclusivamente il Krav Maga, diventandone nel 2006 Istruttore. Nel 2008 si reca, sempre con il Maestro Varone, in Israele per un seminario di 10 giorni e relative 50 ore di allenamento, mentre nel 2009 prende la qualifica di Regional Teacher. Negli ultimi anni partecipa a stage con i Maestri Avi Nardia (Kapap-Krav Maga), Fabricio Nascimento (Brazilian Jiu-Jitsu) e Itthipol Akkasrivorn (campione del mondo Muay thai).















giovedì 5 maggio 2011

Antiaggressione femminile: non solo tecnica


Molte volte mi trovo a rispondere a domande su quanto siano efficaci i corsi di difesa personale femminile, o quanto effettivamente sia possibile difedersi per una donna contro uno o più uomini intenzionati a farle del male.

Premetto che molti esperti di arti marziali si sono prestati, ed ancora si adoperano, per sviluppare tecniche di difesa personale femminile di facile apprendimento e applicazione, tecniche che possano essere utili in casi di aggressione alle donne, sono pochi però quelli che si rendono conto che un corpus di tecniche non è sufficiente perchè diventi realmente un metodo simmetrico ed efficace per la “donna media” che si troverà un giorno in condizione di utilizzare questo metodo che , se pur valido, non può essere definito “antiaggressione femminile”, poichè lo stesso termine implica una serie di altri fattori fondamentali.

Le donne devono imparare a combattere e a difendersi con “armi” che sono loro congeniali e innate, la tattica e la strategia, queste sono e devono essere le vere colonne portanti dei corsi di Antiaggressione Femminile e il vero sviluppo di tale sistema devono partire da una “autocosicenza del potenziale femminile” sicuramente diverso da quello maschile, quindi non è solo questione di tecnica ma anche di evoluzione del pensiero steriotipato.

Come praticante da oltre trent’anni di karate sarei propenso a dire che “ se un uomo alterato, seriamente intenzionato a fare del male ad una donna, l’aggredisce per lei non c’è nessuna speranza di difesa”. Questo è uno stereotipo fortemente insito nella maggior parte degli uomini che ci portiamo dietro da miglia di anni, forse ancora radicato al “Codice Babilonese” sullo stupro delle donne che prevedeva la pena da infliggere al reo ma contemporaneamente anche l’uccisione della vittima dello stupro. Fortunatamente, contemporaneamente alla mia esperienza di praticante e insegnante di karate, ho maturato disparate altre esperienze trasverali sviluppate in situazioni diverse dove comunque la difesa personale, anche quella armata, e l’atteggiamento psicologico rivestono grande importanza come, per esempio, nell’ambito del Law enforcement, dove, in situazioni di stress intenso, ho potuto assistere a capovolgimenti di risultati a vantaggio delle donne che hanno cambiato la mia “visione maschilista” di concetto che la di difesa personale è di solo appannaggio maschile.

L’autodifesa non è solo tecnica, ma è soprattutto tattica e strategia: se parliamo di qualcosa che coinvolge la “tattica e la strategia” possiamo facilmente comprendere come questi due aspetti non appartengono solamente all’universo maschile, anzi, l’intelligenza e la capacità decisionale nella difesa personale possono portare vantaggi, che se adeguatamente sfruttati, rappresentano in primis la migliore e più efficace difesa personale e in secondis, l’unica vera “sorpresa” che può capovolgere l’esito dello scontro.
Personalmente consiglio, a quanti si preoccupano della sicurezza delle donne e ritengono che i corsi di autodifesa femminile siano inutili e ingiustificati, di studiarsi attentamente tutte le casistiche sulla materia e, con loro stupore, rileverebbero che in molti casi dove la donna aggredita è riuscita a scappare, a reagire, a gridare, a telefonare, a dissuadere verbalmente e psicologicamente un attacco, la difesa personale femminile è stata possibile ed efficace in quanto la donna era stata messa in condizione di “sapere come fare” ad usare non solo la tecnica ma anche la tattica e la strategia.

La difesa personale è principalmente “tattica e strategia”, anche in ambito militare operativo quando un’azione non è efficace, la tecnica incide non oltre il 20 % il resto delle lacune è da attribuire semmai alla tattica e alla strategia sbagliata.

Diverse ricerche ci dicono che le donne sono in grado di decifrare molto meglio degli uomini “i segnali della comunicazione non verbale”, esse riconoscono nella postura, nei gesti preliminari e nel tono della voce lo stato intenzionale della persona che si trova di fronte: queste condizioni, se opportunamente sviluppate, potrebbero dare anche un “vantaggio tattico” che si trasformerebbe, per esempio, in una manciata di secondi di vantaggio che potrebbero bastare alla vittima per sottrarsi all’aggressione, a scappare e/o chiedere aiuto.

I corsi di antiaggressione femminile non sono e non devono fermarsi a semplici allenamenti improntati sulla fisicità e sulla tecnica, questi devono essere visti come momenti di confronto, di rievocazione, di conoscenza culturale e di una nuova coscienza di classe utili a cambiare anche la mentalità delle donne ma sopratutto quella di molti insegnanti che intravendono nella difesa personale un buon bussiness ma troppe volte sono loro stessi a non crederci, o in altri casi (ancora più pericolosi del primo)dove alcuni istruttori sono convinti che sapere tirare un calcio o un pugno sia sufficiente alla difesa, questo purtroppo non è quasi mai vero, in molti casi ho potuto verificare che anche avere a disposizione “un’arma letale”, come nel caso delle forze di Polizia o di quanti si occupano di sicurezza armata, non garantisce agli operatori armati di riuscire a difendersi in modo efficace e sopratutto la difesa, sia che si utilizzi la forza fisica o delle armi da fuoco, senza la dovuta tattica diventa inefficace e pericolosa per chi la mette in atto.

Ciro Varone

lunedì 2 maggio 2011

Si è concluso con successo il corso di "ANTIAGGRESSIONE - ANTISTUPRO" femminile

Articolo Voce di Mantova
del 3 maggio 2011
(cliccare sull'immagine)


Nella serata di giovedì 28 aprile 2011 si è concluso il corso di Antiaggressione femminile tenuto dall’Istruttore Tecnico Nazionale Fesik di Krav Maga Marco Ceccarini, organizzato dal Comandante della Polizia Locale di Curtatone Colli Cristiano e patrocinato dal Comune di Curtatone, nonchè dall'Associazine Nazionale della Polizia di Stato.

Al corso pratico durato 4 serate, hanno aderito un cospicuo numero di donne che hanno dimostrato molto interesse e partecipazione. .

Il problema di "difendersi" in caso di pericolo è un tema attuale e molto sentito.

Alla fine del corso è stato consegnato un diploma di partecipazione dal sindaco di Curtatone (MN) Antonio Badolato e dall'assessore Alcide Imperiali.

Il tutto si è svolto alla presenza del Presidente dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato Dott. Roberto Mambrini e del Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Dott. Magnani, il quale ha premiato gli alunni della scuola di Krav Maga Fesik Dojoeleonora, per il loro impegno nel sociale.


Marco Ceccarini







Corso antiaggressione femminile Comune di Curtatone



























































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