lunedì 31 ottobre 2011
I carabinieri della compagnia di Chiari, in provincia di Brescia, avevano infatti subito ingaggiato una caccia all'uomo per rintracciare l'aggressore della coppietta. I militari hanno già identificato il marocchino: si tratta di un uomo intorno ai 30 anni, in regola con il permesso di soggiorno, che alle spalle ha precedenti per droga e reati predatori.
I militari lo hanno arrestato nel primo pomeriggio a Erbusco, paese vicino, dove si era rifugiato da alcuni connazionali. Sono state le stesse vittime dell'aggressione a riconoscerlo.
I due erano stati avvicinati dall'uomo intorno a mezzanotte. A chiamare il 118 era stata la donna, che era stata lasciata libera dal marocchino soltanto alle 7 del mattino, non lontano dal luogo dove era avvenuta l'aggressione.
A soccorrerla sono stati alcuni passanti. Ora si trova ricoverata al Civile in stato di shock. Il fidanzato, invece, è all'ospedale di Chiari e ha una prognosi di 50 giorni.
domenica 30 ottobre 2011
Corso di difesa Antiaggressione Antistupro gratuito organizzato dall’Ass. Nazionale della Polizia di Stato MN - articoli giornali
martedì 25 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
Corso di Autodifesa Antiaggressione gratuito organizzato dall’Associazione Nazionale della Polizia di Stato MN
Si organizza nel mese di Novembre un corso gratuito di Antiaggressione - Antistupro femminile, svolto da personale competente della Polizia di Stato e patrocinato
- dal Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova
- dal Comune di Mantova.
Le tecniche utilizzate sono quelle del Krav Maga, sistema di combattimento a mani nude appositamente elaborato per uno scopo specifico: sopravvivere a qualsiasi aggressione.
Esso rappresenta una forma pura di autodifesa che prevede tecniche efficaci ed istintive per potersi difendere in ogni situazione.
Calendario corsi:
- Lunedi 7 novembre ore 18: lezione teorica
Presso l’Aula Bertani dell’Univesita Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova, sito Piazzale d’Arco 3 Mantova, si svolgerà la presentazione del corso ove nell’occasione verranno trattati i seguenti argomenti:
Violenza Urbana, Violenza sulle donne, Stalking.
Per l’occasione i relatori saranno :
- il Presidente dell’Ass. Nazionale della Polizia di Stato Dott. Roberto MAMBRINI;
- Ispettore Capo della Polizia di Stato Daniele BELLOTTO;
- L’educatrice operante nel settore Jessica VANNI;
- Presidente Nazionale Krav Maga FESIK, Dott. Osvaldo ANGELINI:
- Ass. Capo della Polizia di Stato, Maestro della Federazione Europea Difesa Personale ed Istruttore di Krav Maga, Tecnico Nazionale Police Marco CECCARINI.
- - Moderatore dell'incontro Dott. Arch. Laura MICARELLI.
M Al termine vi sarà una dimostrazione pratica effettuata dagli alunni del Dojo Eleonora.
- Mercoledi 9 novembre dalle ore 20.00 alle ore 21.30: prova pratica
- Mercoledi 16novembre dalle ore 20.00 alle ore 21.30: prova pratica
- Mercoledi 23 novembre dalle ore 20.00 alle ore 21.30: prova pratica
- Mercoledi 30 novembre dalle ore 20.00 alle ore 21.30: prova pratica
Le lezioni pratiche saranno tenute dall’Istruttore di Krav Maga, Tecnico Nazionale Police Marco CECCARINI, si svolgeranno presso la palestra dell’Istituto Tecnico Agrario Statale strozzi, sito in via dei toscani 3 a Mantova.
Per maggiori informazioni visitare il sito: www.kravmagamantova.it
Per partecipare al corso:
- scrivere all’indirizzo di posta elettronica dojoeleonora@gmail.com
oppure telefonare al nr. 3313698208.
- Richiesta tessera CUS da effettuare durante la registrazione partecipanti durante il primo incontro (almeno tessera blu o tessera verde light 5).
Per i non studenti, il costo della tessera CUS è di 5 euro.
lunedì 10 ottobre 2011
22 ottobre Stage Nazionale a Mantova
SABATO 22 OTTOBRE 2011
2° Stage Nazionale - settore Krav Maga direzione FESIK
organizzato da
Krav Maga Mantova - Dojo Eleonora
Lo stage sarà condotto dal direttore tecnico nazionale FESIK Maestro Ciro Varone
Stage aperto a tutti, principianti ed esperti
Orari: sabato 22 ottobre dalle ore 15.30 alle ore 18.30
Presso: il Palazzetto dello Sport sito in via Caduti del Lavoro
Levata di Curtatone – Mantova
Indicazioni stradali: Per chi proviene dall’autostrada del Brennero, uscita MANTOVA SUD proseguire per Mantova e alla rotonda di Cerese proseguire dritti (2 uscita) e dopo qualche km svoltare a sx per Levata di Curtatone. Il palazzetto si trova di fronte al magazzino METRO e accanto ha un parco pubblico.
Per maggiori informazioni: cel 331.36.98.208
Costo: Solo stage: 15 Euro
Con punti (3) budopass: 30 Euro
Attrezzatura richiesta: oltre alla normale attrezzatura ricordatevi di portare il Tonfa
domenica 9 ottobre 2011
Premiata la Professionalità del Dojo Eleonora
- Serietà
- Professionalità
- Collaborazione
- Stima reciproca
Sono i quattro ingredienti di coesione della nostra palestra, essi ci hanno permesso di farci conoscere nel territorio e distinguerci.
Ad un mese dall’inaugurazione del nostro terzo anno consecutivo il nostro gruppo sportivo ha conquistato il patrocinio delle seguenti istituzioni pubbliche:
- Associazione Nazionale Polizia di Stato sez. di Mantova;
– Univ. Politecnico di Milano, polo territoriale di Mantova;
- Comune di Mantova;
- Comune di Curtatone;
- Comune di Rodigo.
Tutto ciò ci gratifica ed onora
Sapere che la nostra attività non è solo fine a se stessa ma, volta ad aiutare anche coloro che ne anno bisogno ci sprona a migliorarci ad essere sempre più propositivi.
Marco CECCARINI
domenica 2 ottobre 2011
Lo sport come antidepressivo
NASCITA ED EVOLUZIONE DELLE ARTI MARZIALI

Questa tradizione di segretezza rende difficile la ricerca, si ritiene, tuttavia, che le arti marziali, come le intendiamo noi ora, cominciarono a svilupparsi in India e in Cina verso il V secolo a.C.
lunedì 29 agosto 2011
Venerdi 2 settembre ricominciano i corsi di Krav Maga
Lunedi: dalle 20 alle 21.30 -Tecniche di Krav Maga
Mercoledi: dalle 20 alle 21.30 - Tecniche di Krav Maga e Armi
(bastone lungo metodo "Specnaz Baton" - bastone corto metodo FESIK Krav Maga - Tonfa - Nunchaku)
Venerdi: dalle 20 alle 21.30 - Tecniche di combattomento e randori
Summer Camp 2011 - Scuola Polgai di Brescia
giovedì 25 agosto 2011
Tendinite: cosa si deve sapere
Tendinite e patologie tendinee
I tendini sono robuste strutture fibrose, dal colorito madriperlaceo, che legano i muscoli alle ossa. Queste importanti strutture anatomiche funzionano pertanto come vere e proprie connessioni, in grado di trasformare in movimento la forza generata dalla contrazione muscolare.
Il termine patologie tendinee o tendinopatia raggruppa un insieme di malattie che interessano i tendini (tendiniti, tendinosi), la guaina sinoviale o peritenonio che li protegge (tenosinovite, paratenonite) o le strutture anatomiche adiacenti come le borse (borsiti). Spesso tutte queste condizioni sono presenti contemporaneamente e per questo motivo in codesto articolo verranno trattate globalmente.
Come tutte le strutture anatomiche anche i tendini possono andare incontro, con il passare del tempo, a fenomeni degenerativi. Le patologie tendinee sono infatti piuttosto frequenti nonostante la natura abbia dotato i tendini di una grossa resistenza alle sollecitazioni esterne (si calcola che durante la corsa la tensione applicata al tendine di Achille raggiunga i 9000 N che corrispondono, grosso modo, ad una tonnellata). Le lesioni solitamente si verificano nel punto di collegamento tra il tendine con il tessuto osseo e per questo motivo si parla spesso di "patologia inserzionale".
La tendinite è un processo infiammatorio che coinvolge uno o più dei 267 tendini presenti nel corpo umano. Tale infiammazione è comunemente causata dalla ripetizione cronica di microsollecitazioni che a lungo andare alterano la normale struttura delle fibrille. Si parla in questo caso di patolgia tendinea da sovraffaticamento.
Quando un tendine è sollecitato oltre il limite di sopportazione fisiologica, le fibrille che lo compongono subiscono delle lesioni più o meno ampie. Tali lacerazioni vengono riparate spontaneamente ma le nuove cellule formeranno un tessuto più vascolarizzato, disorganizzato e per questo meno resistente dell'originale. Si parla in questo caso di degenerazione tendinea che avrà come risultato finale una diminuzione della dimensione delle cellule (ipotrofia).
Se a tale degenerazione è associata una risposta infiammatoria si parla di tendinite in caso contrario di tendinosi. I tendini che si logorano più frequentemente sono quelli delle ginocchia, dei gomiti e della spalla (cuffia dei rotatori).
Cause e fattori di rischio
Nella stragrande maggioranza dei casi (97%) le degenerazioni tendinee sono causate dalla ripetizione continua di microtraumi (sovraffaticamento). Solo raramente un tendine sano può subire una rottura acuta da sovraccarico. I tendini sani, se sottoposti a tensioni eccessive, sono infatti talmente resistenti da lacerare il muscolo o il segmento osseo a cui sono attaccati. Se invece il tendine è indebolito da continui microtraumi la sua resistenza diminuisce poco a poco rendendolo più suscettibile alle lesioni.
La tendinopatia insorge solitamente in seguito a:
sovraccarico funzionale: aumento della frequenza e dell'intensità degli allenamenti, sovrallenamento
abbigliamento e calzature non adeguate
corsa su terreni sconnessi o particolarmente duri, scivolosi o troppo soffici come la sabbia
errata esecuzione tecnica dell'esercizio
squilibrio tra forza muscolare e resistenza tend
inea (frequente in chi assume steroidi anabolizzanti)
iniezioni locali di corticosteroidi
mancanza di riscaldamento globale e specifico
ripresa precoce degli allenamenti dopo un in
fortunio
vizi posturali
Più in generale le patologie tendinee insorgono a causa di un'attività fisica a cui non si è abituati. Per un atleta potrebbe trattarsi di un cambio radicale del programma di allenamento; per un sedentario di una nuova attività lavorativa o di uno sforzo fisico troppo impegnativo
. Talvolta le tendinopatie sono causate da patologie sistemiche come l'artrite reumatoide, la gotta, l'ipercolesterolemia o l'insufficienza renale.
Vi sono poi numerosi fattori congeniti che predispongono il soggetto alla tendinopatia come: dismetrie tra gli arti, difetti di assialità (anomalie nelle curve fisiologiche del rachide, valgismo o varismo delle ginocchia, conflitti articolari ecc.).
La tendinopatia è favorita dal ridotto flusso di sangue al tendine. Una bassa vascolarizzazione diminuisce infatti l'apporto di ossigeno e nutrienti rallentando i processi riparativi e favorendo quelli degenerativi. In questi casi la risposta infiammatoria è ridotta o assente e la malattia tende a cronicizzare: si parla pertanto di tendinosi. Questo quadro patologico interessa solitamente il tendine del muscolo sovraspinato proprio a 1-
izzazione è molto ridotta. Analogo discorso per la tendinosi Acchilea che colpisce l'omonimo tendine nel punto più povero di capillari, localizzato a circa 2-
Anche l'invecchiamento e le variazioni ormonali favoriscono l'instaurarsi della patologia tendinea. In particolare gli atleti più anziani che riprendono gli allenamenti dopo
un lungo periodo di stop, sono maggiormente soggetti a lesioni tendinee complete. Questo perché con il passare degli anni tendini e muscoli perdono elasticità diventando più sensibili agli eventi traumatici.
Sintomi di una tendinite
Il sintomo principale della tendinopatia è il dolore localizzato nella sede anatomica in cui si trova il tendine coinvolto dalla lesione. Tale dolore si accentua o compare esclusivamente durante la palpazione dell'area interessata o durante movimenti attivi e passivi che coinvolgono in maniera importante il tendine lesionato. Spesso si registra un deficit nella forza dei muscoli collegati ai tendini lesionati.
Una rottura completa o parziale del tendine causa
un dolore acuto ed improvviso che insorge solitamente durante un movimento impegnativo. Gonfiore, ecchimosi e palpabilità della lesione sono proporzionali al numero di fibre lesionate.
Durante le attività sportive il dolore può essere percepito chiaramente all'inizio del riscaldamento per poi scomparire e ricomparire al termine della seduta.
Diagnosi
La risonanza magnetica, associata ad un'accurata anamnesi del paziente e ad un esame clinico approfondito, consente di diagnosticare correttamente le cause di do
lore tendineo. In particolare questa importante tecnica permette una valutazione dettagliata sia dell'estensione sia dell'entità della lesione.
Anche gli ultrasuoni (ecografia) sono in grado di valutare correttamente le patologie tendinee e pur essendo meno precisi della risonanza magnetica vengono spesso impiegati perché meno costosi e particolarmente utili nel monitorare il processo di guarigione.
Curare la tendinite
Nella fase acuta della malattia è importante sospendere l'attività che ha generato il dolore tendineo. L'articolazione dolente va successivamente messa a ri
poso e fatta esaminare da uno specialista. Se la sintomatologia dolorosa è poco accentuata, è bene attendere qualche giorno prima di rivolgersi al medico, che andrà contattato solo se il dolore non regredirà spontaneamente. Nell'attesa è possibile intraprendere una terapia anitinfiammatoria a base di pomate, cerotti o compresse.
Se il dolore insorge improvvisamente ed è molto inten
so, in attesa dei soccorsi, è bene applicare del ghiaccio sulla zona interessata, in modo da arrestare e controllare l'emorragia il più rapidamente possibile.
In base all'entità della lesione il medico potrà prescrivere farmaci antinfiammatori e un riposo più o meno lungo.
Al termine del periodo di immobilizzazione, gli eserci
zi di riabilitazione devono iniziare quanto più precocemente possibile e comunque entro due settimane dal trauma. I tendini infatti rispondono positivamente alle sollecitazioni esterne rinforzando le fibre appena rigenerate e orientandole lungo la direzione del movimento. Una mobilizzazione precoce è dunque un presupposto fondamentale per favorire il riacquisto della resistenza e della elasticità perduta, allontanando al tempo stesso il rischio di recidive.
Nella fase iniziale si possono eseguire esercizi isometrici a carico naturale (contrazione del muscolo senza movimento). Successivamente il programma riabilitativo della tendinite e delle patologie tendinee prosegue con l'introduzione di esercizi eccentrici associati a stretching. Entrambe queste tipologie di esercitazioni si sono infatti dimostrate particolarmente efficaci nel stimolare la guar
igione. Si tratta in ogni caso di esercitazioni potenzialmente pericolose, che vanno pertanto svolte esclusivamente sotto la supervisione di personale qualificato. Al termine della seduta è consigliata l'applicazione di ghiaccio per 5-10 minuti, in modo da ridurre edema e dolore. Manipolazioni, agopuntura, tens, ultrasuoni ed altre terapie fisiche possono essere scelte dal medico per int
egrare il programma riabilitativo.
Ipertermia
Si tratta di uno strumento terapeutico basato sull’utilizzo di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Il trattamento mediante ipertermia è indicato nelle patologi
e muscolo-scheletriche derivanti da un processo degenerativo (artrosi), da esiti traumatici (contusioni, ematomi, etc.) o da sovraccarichi funzionali (tendinite, tendinopatie inserzionali, etc.); in particolare l’ipertermia è stata utilizzata con successo nella cura di:
* Peritendiniti, tendiniti, tenosinoviti, tendinopatie inser
zionali, tendinosi
* Contratture, contusioni, elongazioni, lesioni 1° e 2° grado, miositi, ematomi
* Distorsioni, gonartrosi, coxartrosi, cervicoartrosi, lombartrosi, rizoartrosi
* Borsiti, fasciti, neuromi, tunnel carpale e tarsale
Prima del trattamento è opportuno conoscere in mani
era appropriata la patologia e le condizioni cliniche del soggetto ed è, quindi, indispensabile effettuare la terapia su prescrizione medica;
Il trattamento chirurgico è indicato per le lesioni complete o nel caso in cui i tendini non rispondano adeguatamente al trattamento riabilitativo. Nel primo cas
o si provvederà a ricucire i due capi il prima possibile, nel secondo a rimuovere il tessuto degenerato e a praticare un'incisione nel tendine per stimolanre il processo di rigenerazione spontanea. Le moderne tecniche chirurgiche intervengono, dove consentito, staccando un piccolo lembo di muscolo e ribaltando l'estremità mobile sul tendine lesionato. In questo modo si ottiene una guarigione più rap
ida, grazie allo stimolo esercitato dal tessuto muscolare sui processi di rigenerazione tendinea.
Prevenzione delle tendiniti
Concludiamo questo articolo elencando alcuni consigli per
prevenire tendiniti e tendinopatie:
tanto più un muscolo è accorciato e ipertrofico, tanto maggiore sarà il rischio di lesione, per questo motivo è bene iniziare e terminare ogni attività sportiva con qualche esercizio di stretching
anche il riscaldamento iniziale è molto importante pe
r prevenire infortuni di qualsiasi genere
equipaggiamento idoneo, particolare attenzione alle calzature
sapersi ascoltare, concedere al proprio corpo i giusti periodi di recupero
il dolore può essere un campanello d’allarme,
se compare è bene riposare o passare ad un’altra attività meno impegnativa
evitare di strafare, dopo un lungo periodo di inattività riprendere gradualmente la pratica sportiva
rispettare la corretta tecnica di esecuzione deg
li esercizi
Tendinite al ginocchio
La tendinite è un processo infiammatorio che coinvol
ge uno o più dei 267 tendini presenti nel corpo umano.
Esistono tre diversi tipi di tendinite al ginocchio: la tendinite del tendine rotuleo o patellare, la tendinite del muscolo quadricipite e la tendinite del popliteo.
Nella maggioranza dei casi il dolore al ginocchio è causato da un processo lesivo del tendine rotuleo, da cui deriva il nome di tendinopatia rotulea. Dal punto di vista
anatomico questo tendine assomiglia ad un robustissimo nastro appiattito che collega la parte inferiore della rotula (distale) con la parte prossimale della tibia.
Proprio perché collega tra loro due ossa e non un musco
lo con un osso viene spesso indicato come legamento patellare o rotuleo.
Questo tipo di tendinite al ginocchio, conosciuta anche come "ginocchio del saltatore" insorge generalmente a causa di un sovraccarico cronico del tendine rotuleo. I saltatori sono più soggetti a questo tipo di lesione, comune anche tra gli autotrasportatori e tra le persone che compi
ono regolarmente lunghi tragitti automobilistici.
Nello sport il tendine rotuleo è particolarmente sollecitato durante attività esplosive come balzi e scatti. Questo nastro fibroso agisce infatti come potente stabilizzatore della patella (o rotula) durante i movimenti estensori del ginocchio. Insieme alla componente muscolare e tendinea del quadricipite, di cui rappresenta il naturale proseguimento, il tendine rotuleo è parte integrante dell'a
pparato estensore del ginocchio.
Per tutti questi motivi la tendinite al ginocchio è frequente in sport come la pallavolo, il basket, il calcio e l'atletica.
Anche il tendine del muscolo quadricipite, che si inserisce nel
la parte superiore (prossimale) della rotula, può andare incontro a tendinite ed a lesioni. Questo tendine è tuttavia particolarmente robusto e si lesiona raramente. Le discipline sportive che prevedono forti accelerazioni degli arti inferiori seguite da brusche frenate sono più soggette a questo tipo di tendinite.
La tendinite poplitea è poco frequente e colpisce l'inserzione del
tendine popliteo sull'epicondilo laterale del femore. Questa lesione è comune nei podisti e nelle persone costrette a camminare in discesa con sovraccarico (ad esempio uno zaino). Il dolore, che compare generalmente sotto carico con il ginocchio leggermente flesso (15-30°), è localizzato nella parte esterna del ginocchio (condilo femorale laterale).
NOTE: raramente le lesioni tendineee del ginocchio sono dovute ad un eccessivo sovraccarico o ad un incidente. Un tendine sano è infatti estremamente resistente e si rompe con difficoltà. I soggetti anziani sono più sensibili a questo tipo di lesioni, dato che i tendini con il passare degli anni ed il disuso perdono buona parte dell'elasticità e della resistenza originale.
Il tendine rotuleo può andare incontro a processi degen
erativi anche a causa di difetti articolari, come un conflitto in flessione tra la superficie distale della rotula e lo stesso tendine, un eccessivo valgismo del ginocchio o una dismetria tra gli arti inferiori.
La tendinite può colpire il tendine rotuleo anche a livello della sua inserzione nella tibia: si parla in questo caso di malattia di Ogod-Schlatter. Questa patologia è comune n
egli adolescenti che hanno subito un accrescimento rapido.
Nei soggetti in fase di crescita è comune anche la malattia di Sinding-Larsen-Johansson che colpisce l'inserzione tendinea nel polo inferiore della rotula.
Sintomi
Dolore superficiale ben localizzato nella parte bassa (tendinite del rotuleo) o alta (tendinite del quadricipite) della patella e che si accentua sotto sforzo, in particolar modo durante i salti e quando ci si inginocchia. Se la patologia non viene curata il dolore è ingravescente nel tempo: da
pprima compare solo durante il riscaldamento, successivamente interferisce con la normale attività fisica ed infine compare anche a riposo.
Il dolore è evocato dalla palpazione di questa zona e talvolta è associato a gonfiore, calore e arrossamento locale.
In caso di lesione completa del tendine del muscolo qua
dricipite l'infortunato non può estendere attivamente la gamba ed avverte un dolore intenso. Analogo discorso se si verifica una rottura del tendine rotuleo. Entrambe queste situazioni sono estremamente rare e colpiscono solitamente i sollevatori di peso durante la fase di spinta.
Diagnosi
L'esame più adatto per diagnosticare una tendinite al ginocchio è la risonanza magnetica associata a radiografia. In questo modo è possibile visualizzare sia l'entità e l'estensione della lesione tendinea, sia la presenza di eventuali alterazioni a carico della rotula.
Anche l'ecografia, se eseguita da un radiologo esperto, cons
ente una diagnosi accurata, poco costosa e priva di effetti collaterali.
Trattamento, prevenzione e riabilita
zione: curare la tendinite
L'atleta deve innanzitutto sospendere l'attività sportiva che ha generato la tendinite. La somministrazione di farmaci antidolorofici favorisce la riduzione del gonfiore ed attenua il dolore nella fase acuta della malattia. Nelle 24-48 ore successive al trauma, soprattutto in presenza
di lesioni tendinee importanti, è utile l'applicazione locale di ghiaccio tre volte al giorno per dieci-venti minuti.
Contemporaneamente è consigliato lo stretching dei muscoli flessori della coscia (ischiocrurali). Successivamente, quando il dolore diminuisce, è bene iniziare il potenziament
o dei muscoli della coscia e della gamba abbinandolo ad
esercizi di allungamento:



























